3 Aprile 2025

Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo: cos’è, come si manifesta e perché l’inclusione è cruciale

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Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo: cos’è, come si manifesta e perché l’inclusione è cruciale

Ogni 2 aprile, il mondo si tinge di blu per celebrare la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo. Istituita dalle Nazioni Unite nel lontano 2007, questa ricorrenza annuale rappresenta un momento cruciale per riflettere, educare e promuovere una cultura dell’inclusione nei confronti delle persone con spettro autistico. Nonostante la crescente attenzione, queste persone continuano a fronteggiare barriere, incomprensioni e pregiudizi in ogni ambito della vita, dalla scuola al lavoro, fino alle interazioni quotidiane. Affrontare il tema dell’autismo con rispetto e competenza si configura come un primo passo imprescindibile per costruire una società realmente accogliente per tutti.

Che cos’è il Disturbo dello Spettro Autistico?

L’autismo, denominato più precisamente Disturbo dello Spettro Autistico (ASD), non è una malattia da curare, bensì una condizione del neurosviluppo che si manifesta in una miriade di modi diversi da individuo a individuo. Si tratta di una differente modalità di percepire il mondo circostante, di comunicare, di interagire con gli altri e di processare le esperienze sensoriali. All’interno dello spettro, si riscontrano persone con abilità linguistiche sviluppate, così come individui con difficoltà nel linguaggio. Alcuni possono presentare comportamenti ripetitivi o focalizzarsi su interessi specifici, mentre altri conducono una vita sociale dinamica. Proprio questa eterogeneità è alla base della definizione di “spettro autistico”: non esiste un unico modo di “essere autistico”, piuttosto un’ampia gamma di caratteristiche e necessità.

La Varietà delle Manifestazioni

In ambito clinico, si fa riferimento a diversi livelli di supporto per descrivere il grado di assistenza di cui una persona nello spettro può necessitare nelle attività di ogni giorno. Alcuni individui presentano bisogni elevati, potendo essere non verbali, avere disabilità cognitive associate e richiedere un’assistenza costante. Altri, pur manifestando difficoltà a livello sociale, comunicativo o sensoriale, sono autonomi e capaci di condurre una vita indipendente, proseguire gli studi, lavorare e costruire relazioni significative. Terminologie come “Sindrome di Asperger”, utilizzate in passato per definire specifiche “forme” di autismo, sono oggi considerate obsolete. La comunità scientifica riconosce che tutte le persone all’interno dello spettro condividono una base comune, sebbene le manifestazioni individuali possano variare in intensità e modalità.

L’Importanza di una Giornata Dedicata

La Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo nasce con l’obiettivo primario di accrescere la consapevolezza collettiva e combattere lo stigma ancora associato a questa condizione. Essa rappresenta un’opportunità fondamentale per dare voce alle persone autistiche e alle loro famiglie, promuovere l’accessibilità ai servizi, all’istruzione e ai luoghi di lavoro. Altrettanto cruciale è l’impegno nel contrastare la disinformazione e gli stereotipi che persistono nella società.

Troppe persone ricevono una diagnosi in età adulta, dopo anni di difficoltà non comprese, mentre altre faticano a trovare il supporto adeguato o si scontrano con sistemi scolastici e sanitari non sufficientemente preparati. Il 2 aprile non è un mero appuntamento simbolico, ma un concreto richiamo all’azione per le istituzioni, il sistema scolastico e la società civile nel suo complesso.

Parlare di autismo va oltre la semplice elencazione di sintomi. Significa comprendere le diverse esperienze individuali, riconoscere i bisogni specifici e favorire un ambiente che non imponga a chi è nello spettro di “adattarsi” a tutti i costi, ma che sia capace di evolvere per diventare realmente inclusivo. Promuovere una cultura basata sul rispetto, la gentilezza e l’ascolto attivo è essenziale.

Un ulteriore aspetto di fondamentale importanza riguarda il linguaggio utilizzato. Sempre più persone autistiche rivendicano il diritto di essere designate con termini che riflettano la propria identità. Per questo motivo, oggi si preferisce l’espressione “persona con lo spettro autistico” anziché definizioni come “affetta da autismo” o “sofferente di autismo”. Un piccolo cambiamento linguistico, ma denso di significato. Ricordiamo che le parole che utilizziamo danno forma alla realtà che viviamo. Ed è per questo che è importante utilizzare termini corretti.

Una Sfida Collettiva per una Società Inclusiva

La consapevolezza sull’autismo non è una tematica che concerne unicamente coloro che ne sono direttamente coinvolti. Essa si configura come una questione di cittadinanza, di diritti umani e di giustizia sociale. L’obiettivo ultimo è la costruzione di una società in cui ogni differenza sia riconosciuta e valorizzata, dove ogni individuo, con le proprie peculiarità, possa trovare spazio, dignità e opportunità. Sebbene il 2 aprile rappresenti un solo giorno all’anno, esso ci ricorda che ogni giorno può offrire l’occasione per compiere un passo avanti verso un mondo più inclusivo, a partire dall’ascolto, dalla conoscenza e dalla volontà di mettersi in discussione.

A cura di Giada Bruno

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